Prima di tutto è bene ricordare che di acciai inossidabili ne esistono ben più di duecento tipologie, con specifiche caratteristiche sia meccaniche, che di resistenza alla corrosione. Già questo primo aspetto pone l’accento su quello che sarà uno dei temi trattati più avanti in questo articolo, ovvero la corretta scelta in funzione delle condizioni di esercizio. La grande famiglia degli acciai inossidabili si divide fondamentalmente mentalmente in cinque grandi sotto-famiglie in funzione del tipo di struttura metallografica che li caratterizza a temperatura ambiente. Si hanno quindi acciai inossidabili austenitici, ferritici, martensitici, austeno-ferritici (duplex) e indurenti per precipitazione (PH – Precipitation Hardening).
Caratteristica comune a tutti questi materiali è l’inossidabilità o, più correttamente, la resistenza alla corrosione. In realtà, infatti, queste leghe sono ossidabilissime, ma il tipo di ossidazione che subiscono, definito come auto-passivazione o passivazione spontanea, è proprio quello che li rende immuni dagli attacchi degli agenti aggressivi. In parole semplici, ciò che avviene è la formazione sulla superficie dell’inox di un invisibile film di ossido di Cromo (tecnicamente “film di passività”), estremamente sottile, adeso e compatto, che “isola e protegge” il sottostante acciaio dall’ambiente in cui è immerso. È importante sottolineare è che tale meccanismo è del tutto spontaneo, in ...